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ORIGINI

Come tutte le Guardie Nere, anche Volak è vincolato dalle Catene della Voce, una potente maledizione imposta a chiunque venga accolto nel Convento di Mezzanotte, pertanto non può raccontare cosa è avvenuto negli anni della sua iniziazione.

La sua storia si può dire quindi che comincia nel momento in cui ha intrapreso la prima missione nel mondo, ancora molto giovane, all'età di 21 anni. Missione che ha cambiato per sempre il suo cuore.

Inviato a indagare su un caso di negromanzia, alle pendici delle Tre Sorelle, ha scoperto una donna di un villaggio che riusciva a strappare i vivi alla morte. Fedele al proprio mandato, Volak ha raggiunto la donna nel sonno e ha affondato la spada nel suo cuore, trapassando il corpo e il letto, fino a conficcare la punta nel pavimento di terra battuta.

Quella donna era la madre naturale di Volak.

Se la giovane Guardia Nera avesse saputo la verità fin da subito o l'avesse scoperta solo dopo, neppure i suoi confratelli lo sanno.

Resta però un fatto particolare. Volak non liberò mai la spada dal corpo della donna. La lama d'acciaio rimane ancora là, conficcata fra le costole vuote di uno scheletro senza carne.

Nessun abitante del villaggio ha mai osato rimuovere la lama e la capanna della donna è considerata da tutti un luogo maledetto. Alcuni sostengono che in un certo giorno dell'anno dal pavimento escano rivoli di sangue, e i più audaci sussurrano che sia il cuore della Guardia Nera, trafitto a morte dalla sua stessa mano.

Oggi Volak ha 23 anni e continua la sua missione nel mondo, portando con sé il segreto di quella notte fatale, protetto da un vincolo di silenzio più pesante di qualunque maledizione.

CRONACHE DELLA GUARDIA NERA

Evil-172

Con l'avvento del Flagello, che minaccia di sovvertire l'ordine della morte, Cassandra, Gran Sacerdotessa del Convento di Mezzanotte, ha emanato l'Editto Nero.

L'Editto Nero esige che tutte le Guardie Nere siano inviate nel mondo con l'obiettivo incrollabile di sconfiggere la minaccia. Nessuna incertezza. Nessuna distrazione. Nessuna pietà.

Anche Volak ha ricevuto dalle labbra di Cassandra la sua prima missione:

"Volak, figlio morto e rinato, il dio Senza Nome ti ordina di riportare nelle nostre mani Requiem, la spada leggendaria di Iktovian, campione della nostra guerra contro le empietà del creato".

Volak è partito quella notte stessa, cercando una pista che lo conducesse alla spada.

La prima svolta nelle sue ricerche è arrivata quando le Vecchie Tessitrici gli hanno mostrato la visione di una maschera rossa.

Volak si è dunque recato alla Città Scarlatta, pensando che la visione fosse collegata ai ladri scarlatti.

Purtroppo si trattava di una falsa pista.

Ma le vie del Dio Senza Nome sono infinite. E forse non è un caso se la Guardia Nera ha incontrato Arya, un'altra adoratrice del dio, la quale lo ha condotto in una lunga traversata del Deserto Pietroso, al termine della quale Volak ha ricevuto un altro indizio, questa volta cruciale.

Xyor, compagno di avventura di Volak, gli ha rivelato di conoscere l'identità della maschera rossa. Sarebbe un vampiro di nome Magdali, che si annida nella Fortezza Tetra, al centro delle Paludi Fetide.

Dopo avere stretto un patto con Xyor, Volak e il suo alleato draconico sono partiti perciò alla volta della Fortezza Tetra.

Due giorni prima di giungere alle paludi hanno incontrato però una vecchia conoscenza di Xyor, un enigmatico mago del ghiaccio di nome Thero. Dopo una lunga notte di contrattazione, Thero si è unito al gruppo.

Mano a mano che si avvicinavano ai putridi acquitrini, Volak sentiva crescere la determinazione dentro di sé. Un solo, incrollabile proposito lo guidava: strappare il cuore inerte di Magdali e consegnare l'abominio che lo conteneva al giudizio terribile della Morte.